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ACI/PRA e Motorizzazione

13.05.2014

In merito all’ipotesi di accorpamento di ACI, PRA e Motorizzazione, indicato come uno dei provvedimenti concreti che potrebbe essere attuato prossimamente dal Governo nell’ottica di una riorganizzazione delle spese della Pubblica Amministrazione, questa è la posizione dell’ACI, espressa dal Presidente Angelo Sticchi Damiani:
"Auspichiamo che questa riforma, nel produrre la razionalizzazione delle funzioni inutilmente attribuite a strutture statali, con aggravio della finanza pubblica, possa concentrare la titolarità di compiti in capo all’ACI, ente associativo, che, in un’ottica di sussidiarietà e senza oneri per lo Stato, assicura già con efficienza questi servizi da vari decenni."
 
E’ opportuno evidenziare che:


- l’ACI gestisce un servizio pubblico – il PRA – senza gravare sul bilancio dello Stato;
- l’organizzazione ACI/PRA è costituita da 106 uffici presenti su tutto il territorio nazionale, dotati di strutture tecnologicamente avanzate e che operano in situazione di costante aggiornamento;

- l’elevato apprezzamento dei cittadini è misurato e certificato attraverso gli strumenti di consultazione on line curati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (98% di gradimento);
- l’ACI si è sempre impegnato per la semplificazione degli adempimenti ed il miglioramento della qualità dei servizi, come dimostra l’integrale automazione delle procedure realizzata già da anni e gli investimenti fatti per la dematerializzazione della documentazione e dei processi di lavoro, ed è assolutamente disponibile, come noto, al miglioramento ed ottimizzazione dell’attuale sistema;
- i risultati oggettivi delle attività e dei servizi dell’Ente testimoniano la professionalità, la validità e l’efficienza dell’organizzazione ACI e non si conciliano, quindi, con eventuali provvedimenti di taglio, dal momento che questi dovranno riguardare “enti che non servono più”, che non rispondono alle esigenze dei cittadini o che sono “non più efficienti come in passato”.
 
Ogni cittadino più inviare al Governo un suo commento in merito utilizzando l’indirizzo mail: rivoluzione@governo.it.
 
 
Firma anche tu la petizione: