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Angela Gio Ferrari ed i ragazzi delle scuole

07.05.2009

Si è svolto martedì’ 5 maggio l’incontro tra la Dott.ssa Angela Gio Ferrari ed i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di Carrara, organizzato dall’Automobile Club Massa Carrara presso il Liceo Scientifico G.Marconi.
L’incontro è stato davvero intenso ed emozionante, ed il libro Graffiti dell’Anima, presentato dall’autrice, ha coinvolto i quasi 200 studenti invitati, provenienti dallo stesso Liceo Scientifico e dal Liceo Artistico Artemisia Gentileschi.
Erano presenti, oltre al Vicepresidente dell’Automobile Club Massa Carrara, Comm. Giuliano Panesi, ed al Direttore, Dott. Enrico Cerretti, la Preside del Liceo, Proff.ssa Anna Rosa Vatteroni, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Carrara Proff.ssa Giovanna Bernardini, che ha evidenziato l’importanza di poter fruire di un incontro così ricco dal punto di vista umano e culturale. Ascoltare la Dott.ssa Ferrari che racconta come ha scoperto i Graffiti, lasciati sui muri delle scale antincendio dell’Ospedale Civile di Brescia dai parenti e dagli amici delle vittime di incidenti stradali ricoverati in rianimazione, è davvero un’immersione nel dolore e nello shock che causa un avvenimento di questo tipo.
“Esiste una vita prima ed una vita dopo l’incidente, un’esperienza che spezza completamente il vissuto e lo trasforma, in tutti i suoi aspetti. E non solo per chi subisce l’incidente, ma per i familiari, gli amici, tutti coloro che vogliono bene alla vittima.
Anche io”, afferma Lorenzo Major, testimone d’eccezione, che ha subito un incidente in moto che lo ha lasciato paralizzato “che ho una vita piena, emozionante, che mi annoio facilmente e mi dedico a molti hobby e sport, devo ammettere che era meglio prima. E che, se quella sera non mi fossi sentito così bene, così forte, così padrone di me, sarei forse rimasto a dormire dai miei amici, e non avrei subito quella congestione che mi ha causato l’incidente. Un incidente capitato mentre ero solo, e la mia velocità non era superiore ai 50 km orari. La moto è uscita di strada, mi hanno trovato con il corpo avvolto intorno all’unico palo dei paraggi. Ero uno sportivo, una persona che basava la sua vita sulla propria efficienza fisica, ed oggi ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a salire anche questo, pur basso, scalino. Dipendo dagli altri, e non è bello, soprattutto se salire scale e scalini è necessario e vitale. E posso garantirvi che lo è più spesso di quanto crediate.”
“Porto nel cuore le parole di una mamma… le mamme, lo sappiamo tutti, sono quelle che ci tempestano con i loro divieti: non fare questo, non fare quello, non scrivere sui muri… hanno quasi sempre ragione, ma ci stufano un po’. Vedere con gli occhi della mente questa mamma che chiede il pennarello all’amico del figlio, e scrive, mi commuove sempre. E che cosa scrive? <avevi detto che saresti tornato alle 6,00, ma sei in ritardo, come al solito. Non preoccuparti, io ti aspetterò per sempre. La tua mamma>”.