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Automobile Club Massa Carrara e Angela Giò Ferrari... iniziative per essere Legati alla vita

04.05.2009

7 aprile, sala APT di Marina di Massa in Via San Leonardo. Si accendono le luci, la conferenza è finita. Dalle tasche escono i fazzolettini colorati, passano di mano in mano, le dita smaltate strofinano gli occhi, si tenta di rimettere insieme quel po’ di trucco che non è colato, ci si inizia ad alzare piano. “Una cosa ancora, ragazzi” e ci si risiede lentamente, pronti ad un’altra strizzata di cuore, che, puntuale, arriva. “Come autrice, per me la cosa più bella è incontrare chi ha lasciato i messaggi riportati in Graffiti dell’Anima. Mi è capitato di realizzare questo stesso intervento in un auditorium. Sono entrati i giovani, ordinati, uno alla volta. L’ultimo, quasi di malavoglia. Prima di sedersi si è girato, mi ha guardato quasi con cattiveria. Poi la sua espressione è cambiata, ha occupato la poltroncina più lontana. Ha tirato su le gambe appoggiando i piedi sulla sedia davanti a sé, ha aperto il mio libro, ha tirato fuori qualcosa dalla tasca, che io ho creduto un cellulare. Durante tutto l’intervento è rimasto silenzioso, muto, immobile, chiuso in se stesso. Alla fine ha aspettato che tutti uscissero e si è avvicinato. Ho temuto di dover affrontare un’aggressione verbale, ma mentre mi raggiungeva ho visto il suo viso, rigato di lacrime silenziose. Allora ho deposto le armi, ho detto soltanto –mi dispiace-. Lui, con il libro aperto tra le mani, ha sussurrato: –Maffe era il mio amico, eravamo in tre in auto, Roberto, lui ed io. Non ce l’ha fatta. Questo era lui – ed ha tirato fuori la foto che si era tenuta per tutto il tempo sulle gambe. Ha continuato –Fallo sapere a tutti, dillo a tutti, che dopo è troppo tardi-”. Adesso è finita davvero. I circa 200 ragazzi che hanno assistito alla conferenza Graffiti dell’Anima, tenuta dalla Dott.ssa Angela Gio Ferrari ed organizzata dall’Automobile Club Massa Carrara se ne vanno, silenziosi, pensierosi. Nessuno ha fiatato durante le due ore di intervento. Nessuno ha disturbato. Sono rimasti tutti avvinti, stregati, schiacciati dalle parole della relatrice, dai filmati, dalla testimonianza della sorella di Anna, investita da un pazzo drogato ed ubriaco alla guida di un SUV, quando era incinta. Non lo dimenticheranno. Non dimenticheranno che si può morire sulla strada, e non solo, può morire il miglior amico, il fratello, il compagno, colui o colei che rende più bella la nostra vita. E si può essere costretti ad affrontare le conseguenze di un’invalidità, di un’infermità, insomma veder trasformata un’esistenza normale in una tragedia. “Potete farcela, potete evitare tutto questo”, ha ripetuto la D.ssa Ferrari “vi basta pensare, vi basta essere responsabili, vi basta mettere in atto in quei pochi comportamenti sicuri, anche perché potreste rimanere illesi voi, ma causare una tragedia nella vita di qualcun altro.”
“Spesso accusiamo questi ragazzi” ci confida la Dott.ssa “di essere insensibili, indisciplinati, nemici di ogni e qualsiasi disciplina. Eppure li avete visti: silenziosi, presenti, commossi: quando si racconta la verità, nuda e cruda, si trovano in loro interlocutori attenti e coinvolti. Noi ci crediamo: io, il neurochirurgo che ci ha aiutato nella parte scientifica, Anna e come lei gli altri parenti delle vittime che mi supportano. Crediamo che questo sia l’unico approccio giusto. Alla morte non ci si abitua. Non ci si abitua alla morte del proprio vicino, del proprio amico, della propria sorella. Le scritte sui muri riportate nel mio libro sono state vergate da ragazzi nel dolore. Parlano lo stesso linguaggio dei loro coetanei, ed è facile immedesimarvisi e sentirsi toccati da vicino. Per questo stiamo girando tutta l’Italia con il nostro intervento, per raccontare a tutti quello che si prova, per cercare di salvare anche solo una vita in più. Sulla strada non si può, e non si deve, morire.”
Positivi anche i commenti degli Assessori presenti: la Dott.ssa Sara Vatteroni, Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Massa Carrara e la Dott.ssa Gabriella Gabrielli, sua omologa per il Comune di Massa, e naturalmente quelli degli organizzatori. Il Presidente dell’Automobile Club Massa Carrara, Avv. Gian Carlo Rossi, ed il Direttore, Dott. Enrico Cerretti, sono rimasti a propria volta stregati ed avvinti nel vortice di sentimento scatenato dalla relatrice.