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31 maggio - 3 giugno: Valle D’Aosta

La nostra prima sosta sarà il Castello di Issogne, la cui visita si
snoda lungo un percorso museografi co concepito per sottolineare
la complessità delle vicende storiche che hanno interessato l’edifi
cio: ovunque la decorazione e l’arredo tardogotici ricoprono un
ruolo da protagonisti.
Proseguiremo poi con il Castello di Fenis, vera icona medioevale,
che si distingue per la sua straordinaria architettura e la
potenza evocativa delle sue torri e mura merlate. La complessa,
armoniosa struttura, organizzata concentricamente attorno al cortile interno, evoca un’immagine quasi fiabesca.
Pranzo libero.
Dopo i castelli la città di Aosta, dove arriveremo nel pomeriggio.

Aosta è una città fondata dai Romani nel 25 A.C. - all’inizio
dell’età augustea - col nome di Augusta Praetoria. La colonia,
edifi cata nei pressi della confl uenza del torrente Buthier col fi ume
Dora, è un modello esemplare di urbanistica. Per l’importanza
dei resti romani ancora visibili, Aosta venne defi nita la Roma delle Alpi. Della città romana Aosta conserva l’Arco d’Augusto,
la Porta Pretoria, il teatro, il criptoportico forense, la cinta muraria
quasi interamente preservata.
La città è arricchita anche da interessanti vestigia del medioevo,
in particolare la collegiata di Sant’Orso.
Al suo interno spicca lo straordinario chiostro istoriato romanico,
risalente al 1132.
Sul sagrato si affacciano il massiccio campanile del XII secolo,
il Priorato, raro esempio di impiego del cotto in Valle d’Aosta; un
tiglio plurisecolare; la piccola chiesa sconsacrata di San Lorenzo,
al di sotto della quale è possibile visitare un’interessante basilica
paleocristiana del V secolo, disseminata di tombe tra cui quelle
dei primi vescovi della diocesi.
Cena e pernottamento in hotel ad Aosta.

 

1 giugno: Visita del Monte Bianco con la funivia che consente
di arrivare fi no sul ghiacciaio eterno da Courmayer.
Considerata l’ottava meraviglia del mondo, il massiccio del Monte
Bianco è una delle attrazioni più importanti della Valle d’Aosta.
In estate ma anche in inverno è possibile raggiungere
quota 3462 metri sul livello del mare, a Punta Helbronner,
ed ammirare un paesaggio unico ed incantevole.
Rientrando ad Aosta, sosteremo all’orrido di Pré Saint Didier.
L’Orrido è una gola profonda e strettissima formatasi dalle acque
impetuose della Dora di Verney. A fi anco della cascata si trovano
le due sorgenti di acqua termale che sgorgano dalla roccia
rispettivamente a 22° e 36° gradi.
Questa è anche una zona di rinomati vigneti e potremo visitare
una azienda vinicola.
Potremo ammirare, dall’esterno, il Castello di Aymaville, e,
prima del rientro, superata Cogne, passeggiare sul sentiero delle
Cascate di Lillaz. Le cascate di Lillaz sono formate da alcuni
salti rocciosi attraverso i quali scorrono le abbondanti acque del
torrente Urtier, che hanno scavato profondi anfratti tra le rocce
a picco.
Cena e pernottamento ad Aosta
2 giugno: visita di Cervinia e del vicino Lago Blu. Situato in
un’incantevole conca morenica il piccolo lago funge letteralmente
da specchio al più nobile monte della Val d’Aosta, il Cervino.
La cartolina del lago che rifl ette la montagna durante le belle
giornate ha fatto il giro del mondo. Breuil-Cervinia nacque nei

primi anni del XX secolo, e oggi è, insieme a Courmayeur, il
centro turistico più rinomato della Valle d‘Aosta.
Pranzo nell’incantevole paese di Valpelline, piccolo e riparato
dalle imponenti montagne che lo circondano. La bella Parrocchiale
di Valpelline è stata costruita nel 1722. E’ un edifi cio a
pianta rettangolare, a tre navate divise da colonne monolitiche di
pietra che sorreggono archi a pieno centro. Il campanile costruito
nel 1722 era dotato in origine di otto campane, ma Napoleone
Bonaparte ne requisì cinque per fonderle e trasformarle in cannoni.
Prima del rientro, visita di Ollomont e di una miniera, diventata
cantina per la conservazione delle fontine. Cena libera e pernottamento ad Aosta.
3 giugno: Gressoney e i Walser, con il museo loro dedicato.
I Walser furono le prime popolazioni ad abitare la parte più
alta della Valle del Lys, portando con sé i loro costumi, le loro
usanze e la loro lingua. I loro predecessori furono gli antichi
alemanni, tribù germaniche che nei secoli XI, XII e XIII abbandonarono
i loro insediamenti vallesani (da questo nome deriva quello di “walser”) e vennero a stabilirsi sul versante italiano del Monte Rosa, fondando piccoli centri sparsi.
Gli abitanti della valle del Lys, chiamata poi “Krämertal” (Valle
dei mercanti), erano soliti trasferirsi temporaneamente in città di
lingua tedesca (Germania meridionale e Svizzera) ove esercitavano
l’attività di mercanti di stoffe.
Bella la chiesa di San Giacomo di Issime.
Notevole anche il Castello Savoia di Gressoney. Immerso nel
verde del parco che lo circonda, il castello della regina Margherita
evoca un maniero turrito, costituito da un nucleo centrale cui si
addossano cinque torrette cuspidate, l’una differente dall’altra.
Tutta la ricca decorazione interna è un omaggio alla regina Margherita che, con i suoi soggiorni estivi a Gressoney tra il 1889 e
il 1925, favorì lo sviluppo turistico della località che divenne una
delle mete predilette dalla nobiltà dell’epoca.
Nella parte esterna vi è un giardino roccioso visitabile, ricco
di specie botaniche tipiche della zona alpina.
Pranzo a Gressoney e rientro.